parto in acqua
Gioie del parto Gravidanza

Parto in acqua ed induzione con palloncino

Ad un mese dal parto voglio raccontarvi la mia quarta esperienza di parto in acqua, travolgente ed emozionante come non mai e soprattutto ai tempi del Coronavirus.

Inizio col dirvi che è stato un parto davvero travolgente…

Ultima ecografia

Il 28 Dicembre ero a 41+2 settimane, vado dal ginecologo che mi fa un eco e mi consiglia di fare l’induzione, non vi nego che ho valutato la cosa perchè non l’avevo mai fatta ed avevo paura di finire in un cesareo, che per me non è stata una bella esperienza al primo parto.

A malincuore accetto anche perchè il ginecologo mi rassicura molto.

Induzione con palloncino

Il giorno 29 Dicembre mi ricovero alla clinica Mediterranea, alle 12 del mattino mi inseriscono questo “balloonn” (palloncino), non è doloroso per nulla.

Inseriscono il palloncino sgonfio in utero, e attraverso delle cannule che restano all’esterno, inseriscono con le siringhe una soluzione fisiologica.

Mi spiegano che non contiene ossitocina, ma è un sistema di induzione meccanica, in poche parole questo palloncino si gonfia progressivamente aiutando la dilatazione e che ad un tot di cm sarebbe caduto da solo.

La mia esperienza

Passa un ora dall’inserimento, vado in bagno e asciugandomi esce il tappo mucoso, penso ecco manca poco, ma nessun dolore, nulla di nulla, inizio un pò a scoraggiarmi anche perchè dopo 24 ore avrebbero dovuto togliermi il palloncino.

Verso le 2 di notte sento qualche dolore di pancia ma niente di eclatante, vado in bagno ma niente non cade.

alle 8 del mattino del 30 Dicembre, viene un ostetrica mi attacca il tracciato, Aho dolori di pancia più forti ma vedo le contrazioni sul monitor basse rispetto a quelle con gli altri figli, mi inizio ad innervosire, chiedo di togliere il tracciato ma dicono di aspettare.

Alle 10:30 chiedo per l’ultima volta di toglierlo altrimenti lo faccio da sola, entra il mio ginecologi e mi dice di seguirlo che toglieremo anche il palloncino.

Andiamo in medicheria, io molto scoraggiata pensavo di essere sui 4/5 cm di dilatazione.

Appena lo tolgono e mi visitano con stupore mi dicono che sono a 9 cm e il ginecologo invita l’ostetrica ad andare in sala parto e riempire la vasca e a me di chiamare mio marito e di farlo correre.

Sala parto “Il nido per tre”

Entriamo nel “nido per tre”, questo è il nome della sala parto dove c’è la vasca, io continuo a chiamare mio marito che non arriva e gli dico che non c’è tempo sto per partorire, lui è per strada….

Mentre la vasca si riempiva arriva una contrazione forte e dico a Francesca, l’ostetrica, che sento che devo spingere.

Alle 11:20 entro in acqua, mi sento rinata, l’acqua calda rilassa il mio corpo, l’ostetrica mi chiede cosa ne penso ed io le dico che sto bene non sento più la voglia di spingere, ma mi rimangio le parole un secondo dopo.

Il ginecologo, vedendo il telefono squillare, risponde a mio marito che stava parcheggiando e lo invita a correre sopra…

Dopo pochi secondi con una fortissima spinta e un fortissimo bruciore esce la testa, vedo tantissimi capelli.

Mi riposo un minuto ed ecco un altra contrazione, esce Andrea alle 11:34 del 30 Dicembre, va sott’acqua e mentre è lì l’ostetrica gli toglie i tre giri di cordone che aveva al collo.

parto in acqua

Poi sale sul mio corpo e la puericultrice gli infila le dita in bocca per fargli espellere l’acqua e farlo piangere.

In quel momento chi entra? Finalmente mio marito.

Giusto in tempo per tagliare il cordone.

Subito dopo sono uscita e sul lettino è uscita la placenta,

anche se durante il parto quando è uscita la testa la placenta era intatta e loro hanno provveduto a romperla, infatti sentii la puericultrice che diceva “è nato con la camicia”.

Siamo poi rimasti soli tutti e tre per le due ore successive, per un bellissimo contatto pelle a pelle dove si è subito attaccato al seno.

Alla fine delle due ore lo hanno portato via per vestirlo, mi sono vestita anche io e tornata in camera.

Ho salutato mio marito che non poteva stare per le normative covid e che ha potuto assistere perchè aveva fatto il tampone due giorni prima.

Dopo pochi minuti mi portano Andrea in camera e da quel momento siamo stati insieme giorno e notte!

Emozioni

Un emozione davvero indescrivibile, spero di averci trasmesso una parte della mia emozione con questo racconto del mio parto in acqua.

parto in acqua
pparto in acqua

Dopo il primo parto che è finito in cesareo, ho ricevuto tre VBAC( parto naturale dopo cesareo) eccezionali, uno più bello dell’altro,

tutti alla Clinica Mediterranea, insieme al mio ginecologo Agostino Menditto che per me resterà una delle persone più importanti nelle mie gravidanze.

Vi potrebbe interessare:

Mamma di un bimbo arcobaleno

Vbac: partorire naturalmente dopo un cesareo

Facebook Comments

4 Comments

  1. Mamma mia, il tuo racconto mi ha fatto emozionare. Davvero bellissimo. Congratulazioni per il tuo bimbo!

  2. Cristina B. says:

    Un racconto davvero emozionante, io ho fatto un parto cesareo per il primo figlio e il mio ginecologo non ha voluto rischiare con un vbac col secondo figlio anche se erano passati sei anni. Mi rimarra sempre l’amarezza di non avere sentito un altro parere.

  3. Ciao sicuramente una bella esperienza un tipo di parto a cui dovrebbero poter accedere tutte le donne che lo desiderano

  4. Giusy Loporcaro says:

    Beh io sapevo già tutto perché ne avevamo parlato ma rileggere questa tua esperienza è sempre un momento bellissimo e sono certa che può essere utile a tante donne che devono optare per una scelta di parto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.